SIAMO RICCHI, E NON LO SAPPIAMO

 

Quando si parla di tutela ambientale e valorizzazione del territorio, si va a toccare l’ennesimo tasto dolente di una comunità minervinese che gode purtroppo di basso livello di educazione al rispetto dell’ambiente, ma soprattutto la nostra grande pecca è la scarsa conoscenza di ciò che realmente il nostro territorio offre.

Ebbene si,  perché il territorio di Minervino è ricco di ben 6 geositi su 20 presenti nella BAT, 440 in tutta la Regione Puglia (il geosito è un area di notevole interesse naturalistico- ambientale, http://www.geositipuglia.eu).

Nonostante abbiamo la fortuna di possedere queste ricchezze naturalistiche da preservare, la beffa sorge quando si parla di cave. Da troppo tempo si stanno deturpando numerose aree degli agro minervinesi, stiamo assistendo da sempre con grande naturalezza e disinvoltura, come se nulla fosse, allo  sparire di intere colline dai nostri paesaggi che la murgia ci offre.
12575995_1118329264868190_1493631714_nSulla delicata questione delle cave prossimamente faremo degli approfondimenti, ma è partendo proprio da una delle tante cave di estrazione di terriccio e pietra che MINERVINO può avere concrete possibilità di sviluppo turistico ed economico.

12625678_1118329088201541_317195470_n
Immagine raffigurante i 6 ipogei della cava Porcili.

Tra i 6 geositi infatti figurano le ormai note grotte di Cava Porcili, rinominate grotte di Montenero-Delli Santi, dal nome degli scopritori, che nel 2005 durante una verifica sulla qualità estrattiva delle cave, si resero conto di avere a che fare con 6 ipogei carsici, 6 grotte di entità pari a quelle di Castellana grotte, con picchi di profondità compresi tra i 30 e i 130 metri.

Le potenzialità di questo sito comprensivo di 6 ettari circa di terreno, sono tante: potrebbe istituirsi un centro nazionale di speleologia; si potrebbe creare un geoparco annesso alle grotte e avviare dei percorsi didattici con le scolaresche; si avrebbe l’opportunità di sfruttare gli ampi spazi della cava e creare un anfiteatro all’aperto, ideale per eventi e concerti…12570869_1118329111534872_1082699150_n

 

Insomma le idee ci sono, ciò che manca da sempre è la volontà politica, nonostante ci sia un vincolo di tutela ambientale, posto dalla legge regionale n.33 del 4 dicembre 2009, che impone la tutela e la valorizzazione dei siti di importanza geologica

Le precedenti amministrazioni hanno la colpevolezza di mancato operato sulla questione, come d’altronde i proprietari della cava, che non hanno alcuna intenzione di preservare questo patrimonio, anzi pare che alcune cavità siano state addirittura riempite con materiale di risulta.

12570841_1118329151534868_1800892929_nSu questo le inchieste della Procura stanno ancora facendo il loro corso, ma aldilà di ciò non c’è mai stato l’impegno politico di avviare un progetto o avviare pratiche per l’esproprio della cava, ne tanto meno valutare l’ipotesi di acquisto del sito da parte del Comune. Macchè! Per questioni così importanti non ci sono mica i soldi!

12606877_1118328954868221_2022976800_nCastellana grotte attese 30 anni dalla scoperta per ottenere l’accesso alle grotte, qui a Minervino Murge 10 anni sono già passati, e nulla o ben poco si è fatto finora. Che ne dite, aspettiamo ancora un po???

SIGNORI SVEGLIAMOCI!!!

 

Annunci

L’asse dei Superbi

Si è definitivamente sancito l’asse dei Superbi.


Come se non bastassero le voci del popolo, la determinazione dirigenziale n. 460 del 29/12/2015 ha dato dimostrazione del consolidamento dell’asse politico creatosi, che ha finito per umiliare l’autonomia dei consiglieri comunali di Minervino Murge e degli assessori e addirittura del vice-sindaco
 

Chiariamo il concetto. Nel 2006, l’amministrazione riesce a farsi finanziare un mega-progetto nientemeno che dalla Regione Puglia, dal Parco dell’Alta Murgia, dalla Comunità Montana e dal Ministero, racimolando risorse per realizzare un infopoint del Parco, un contenitore culturale per le compagnie teatrali, un centro sociale ed alloggi vari, il tutto concentrato nell’ex Mattatoio Comunale.

1464060_635641245013123736_Nota_ex_mattatoio_768x410
Il Mattatoio dopo lo smantellamento

 

Viene redatta l’apposita progettazione, celebrata la relativa gara d’appalto ed aggiudicati i lavori ad una ditta. Iniziano i lavori, che durano fino allo smantellamento del tetto (tegole), del pavimento (chianche di enorme valore) e banchi di macellazione (tutti in pietra di valore consistente e di pregio artistico); ovvero il tempo necessario per trafugare questi oggetti, che rappresentavano il vero valore aggiunto della struttura. 

Finito lo smantellamento, la ditta interrompe unilateralmente i lavori e l’amministrazione, anziché intraprendere un’azione di rescissione in danno ed affidare i lavori alla seconda ditta classificata nella gara d’appalto, decide di risolvere da buoni amici il contratto (“componimento bonario”, chissà se i minervinesi sono d’accordo): il materiale sparisce nel nulla, i lavori sin qui eseguiti vengono pagati, una stretta di mano e chi s’è visto, s’è visto. Ai cittadini il rudere, i topi e le erbacce.
La Regione Puglia, che aveva erogato parte del finanziamento, dopo aver accertato il mancato avvio delle attività che dovevano svolgersi nel vecchio Mattatoio, chiede al Superbo Sindaco delucidazioni in merito entro 15 giorni. E cosa fa il Superbo Rino? Presto detto, si continua l’opera di depauperamento patrimoniale e non risponde, perché si sa, chi tace se non acconsente forse pensa di non subire conseguenze, di non perdere il finanziamento
 

Perdere i finanziamenti per i Superbi non è un problema, ma per Minervino sì. La Regione Puglia, dopo il silenzio di Rino il Superbo, certamente indaffarato in importantissime vicende, chiede la restituzione di quanto erogato.
A questo punto il Sindaco Superbo scende in campo come solo lui sa fare: improvvisando una seduta di shopping, acquista un debito in comodissime rate a tasso 0. Si impegna, in nome proprio ma per conto dei cittadini di Minervino, a pagare €126.000,00 negli anni a venire. Tanto “mica è a lui“. 

La domanda sorge spontanea:
quando ci sono debiti frazionati in più anni non dovrebbe intervenire il Consiglio Comunale?
Quando ci sono delle transazioni non interviene più la Giunta Comunale? Non ci è dato sapere se la mancanza di numeri in consiglio abbia diminuito l’inestimabile valore politico dei consiglieri comunali minervinesi alla corte dei Superbi, ma che si passi sopra la Giunta ci appare una novità da tenere presente.
E che dire del dirigente che ha determinato la restituzione della prima rata, non sapeva forse della preliminare competenza di altri organi, prima di arrivare a disporre pagamenti?
Per parafrasare Guerre Stellari, l’Impero (dei Superbi) colpisce ancora. Qualcuno avvisi l’opposizione in Consiglio, se è ancora viva.

On. Giuseppe D’Ambrosio
Attivisti M5S Minervino

Clicca qui per leggere la determinazione dirigenziale a cui facciamo riferimento.