Il M5S Puglia restituisce 116mila €. Decidi come spenderli!

Gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno restituito ai cittadini pugliesi, nel periodo Luglio-Novembre, €116.495,28 derivanti dal taglio dei loro stipendi nei primi cinque mesi di mandato.
I consiglieri regionali M5S, infatti, hanno trattenuto 5.000€ lordi ­di indennità di carica versando le eccedenze, insieme alle spese di esercizio del mandato e a eventuali indennità di funzione alle quali rinunciano completamente, in un fondo a scelta dei cittadini.
Tutte le spese sono rendicontate in modo trasparente in questa pagina del sito ufficiale del M5S Puglia: 
Nella stessa sono calcolati gli accantonamenti mensili e saranno caricati i bonifici di restituzione.
grafica-restitution
E’ una gioia per noi cittadini nelle istituzioni poter restituire parte dei nostri stipendi ai pugliesi come avevamo promesso in campagna elettorale. Non era mai successo nulla di simile prima del Movimento 5 Stelle e questa è una delle grandi rivoluzioni positive che il nostro gruppo ha portato nella politica italiana. Ma non solo, come sempre ci piace decidere insieme ai cittadini ed anche questa volta decideremo insieme ai cittadini pugliesi a quale iniziativa, progetto o emergenza del nostro territorio, destinare questi fondi. Li invitiamo pertanto a partecipare alla nostra raccolta di idee per la destinazione delle nostre restituzioni collegandosi a questo sito: http://www.puglia5stelle.it/destinazione-fondi/ .
Le idee raccolte fino al 3 gennaio saranno selezionate dal gruppo dei Portavoce, che ne valuteranno la fattibilità, escludendo ad esempio idee che portino ad un conflitto territoriale, a un finanziamento al Movimento 5 Stelle stesso, a donazioni di tipo assistenzialistico, ad azioni giudiziarie, ecc.
Tra le idee più meritevoli torneremo a far votare i cittadini per decidere la destinazione definitiva e a gennaio, in un grande “Restitution Day saremo lieti di restituire al popolo pugliese quanto accantonato nei primi mesi del nostro lavoro in Consiglio Regionale. Tre sono le stelle polari di questa iniziativa: coerenza, trasparenza e condivisione.
Il nostro regalo di Natale per tutti i pugliesi è la speranza che anche la politica italiana possa finalmente tornare ad aiutare i cittadini e ad occuparsi con passione e competenza dei problemi del nostro meraviglioso Paese.
M5S Puglia
Annunci

Minervino, ..a riveder le stelle

Concittadine e concittadini,

a conclusione di un anno  molto difficile, Vi scriviamo nella speranza di riuscire a condividere alcune semplici riflessioni, ma che riteniamo di grande importanza.

L’evidenza dei fatti locali non permette più di ignorare un elemento essenziale: tutti – famiglie, partiti, organizzazioni, associazioni e singoli cittadini, ricchi e meno ricchi – siamo chiamati a rinunciare a qualcosa per il bene della comunità e, soprattutto, dei più deboli.

Occorre uno sforzo notevole e senza precedenti: comprensione, confronto ed impegno reciproco sono indispensabili per risolvere e risollevare il paese per un cambiamento serio e duraturo.

Dopo un lungo periodo di regresso, ritendendo di aver toccato il fondo, inevitabilmente, è scoccata l’ora della sobrietà e del rigore.  Spetta a noi tutti garantire la sopravvivenza del paesello lavorando per l’interesse generale della comunità, offrendo una parte del nostro tempo per recuperare quanto si è perso.

Siamo  tutti chiamati a costruire un futuro degno dei nostri padri ed adeguato all’esigenza dei nostri figli, per offrire opportunità e dignità.

Noi ci impegniamo – e già lo stiamo facendo –  a debellare il cancro cittadino, la vera causa del disastro: le clientele ed il clientelismo. Ma tocca anche a Voi tutti un atto di responsabilità condividendo ed indirizzando l’azione amministrativa.

Noi abbiamo le idee chiare, ma riteniamo doveroso sottoporle alla vostra valutazione che, certamente, saranno sostenute anche da Voi.Santa Claus & Christmas tree on red background

Il tradizionale saluto natalizio ai cittadini è l’occasione, quindi, per richiamare tutti Voi ad un impegno straordinario ed inconsueto.

Auguri di un Buon Natale e di un anno nuovo, foriero di radicali ed indispensabili cambiamenti a 5 stelle.

Vi aspettiamo

Infopoint: “Salve, vorrei visitare la Torre”

Alla luce dell’InfoPoint che verrà introdotto nella nostra comunità, cosa risponderebbe il preposto a tale funzione qualora un turista ponesse alcune domande basilari e scontate del tipo:
-“Vorrei Visitare l’Orologio Vecchio?… Ho sentito che offre una vista splendida”;
-“Vorrei Visitare il Faro?… So che è un monumento unico nel suo genere”;
-“Quali attività turistiche si possono svolgere nei pressi della seconda diga in terra battuta più grande d’Europa?… la Diga Locone”;
-“La Torre del Balzo è accessibile? Vorrei vederla”

Queste sono alcune ipotesi che potrebbero crearsi, e in cui nessuno vorrebbe trovarsi al posto dell’addetto che si limiterebbe a rispondere con un generico “Non si può”. Gìà, ma perché nessuno si adopera per risolvere questi annosi problemi ed anzi si agisce solamente con iniziative di facciata?

Offriamo alcuni Spunti sulla Torre del Balzo:
Fra i monumenti più significativi dì Minervino certamente la stessa occupa un posto importante.

Nel 1454, alla morte di Gabriele Orsini, duca di Venosa, che era anche barone di Minervino, la nostra Città fu ereditata dalla figlia di costui, Maria Donata, che era sposata a Pirro Del Balzo, figlio di Francesco, duca di Andria. Fu proprio il Del Balzo che fra il 1454 e il 1462 costruì la Torre. Essa nacque come osservatorio: infatti, sul muro esposto a ponente esisteva una lapide senza data, la cui iscrizione ne precisava la destinazione. La trascrizione della lapide è “CONSTRUIVIT IN SPECULA DUX HUIUS TERRAE DEL BAUCIA PIRHUS” (“Edificato come posto di vedetta dal signore di questo feudo, Pirro del Balzo”). La costruzione era isolata, fuori dell’abitato, e così rimase per molto tempo, sino a quando verso la fine del XVII secolo il paese non cominciò ad estendersi verso Sud, occupando la collina dove essa è posta. Attualmente, soffocata tutt’intorno da altre costruzioni addossate ad essa e sfregiata in molte sue parti, è appena visibile il suo corpo superiore.

La Torre è legata a vari episodi della Storia del Meridione. Il più importante avvenne nel 1462, e fu l’assedio alla città di Minervino. La duchessa Maria Donata del Balzo, trovò scampo con i figli e una parte dei suoi fedeli nella Torre costruita da poco, dove si rinchiuse in attesa dei rinforzi mentre il palazzo baronale fu invaso e saccheggiato. La costruzione, massiccia e non facilmente prendibile, resisteva e contro di essa, secondo il Collenuccio, furono tirate 109 cannonate che la danneggiarono sensibilmente.

E i danneggiamenti si può dire che siano proseguiti anche nelle epoche successive, a causa del disinteresse da cui quest’edificio è sempre stato circondato, facendo si che la Torre sia ora ridotta ad un troncone emergentetorre dai tetti delle varie costruzioni che vi sono addossate.          

E’ pur vero che esiste nei confronti del monumento il vincolo sui beni del patrimonio artistico e culturale, nel senso che ogni ristrutturazione come tutte le più piccole modifiche devono ottenere la preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza delle Belle Arti ma, come già riconosceva Giuseppe d’Aloja nel suo libro su Minervino, c’è da chiedersi a cosa serva tale vincolo se non a confermare lo scempio compiuto a danno dell’edificio: stabili addossati ad esso, sovrastrutture aggiunte, parti di muri abbattute e addirittura destinazione agli usi più disparati dei suoi locali nei vari piani.

Il discorso deve ritenersi diverso se le costruzioni addossate alla Torre, insistendo su di essa nel corso dei decenni, abbiano provocato il deterioramento dei materiali e della struttura del monumento, rendendolo pericolante e come tale inagibile; difatti in tal caso la Torre, in un’ottica di promozione territoriale, non potrebbe essere aperta al pubblico perlomeno non prima di aver provveduto allo svolgimento di appositi lavori di miglioria e/o di ristrutturazione, magari provando a richiedere in via preventiva, da parte di chi vi sia tenuto, dei finanziamenti a questo scopo e proprio in considerazione del fatto che si tratta di un bene vincolato.

In qualsiasi caso, siano da ritenersi necessari o meno tali lavori, resta ovviamente imprescindibile la definizione della situazione inerente la fruibilità del bene storico da parte dei cittadini e di tutti i turisti, in modo da poter rendere di libero accesso la Torre al pubblico.

Se il percorso per entrarvi ed arrivare alla sua cima, attualmente, non include parti occupate, anche solo parzialmente, allora si pone solo la questione di stabilire un orario per le visite al monumento, mentre in caso contrario è necessario stabilire un calendario, individuando alcuni giorni specifici per la visita concordati preventivamente con i soggetti residenti negli stabili limitrofi alla Torre e alla sua porta d’accesso.

Quelle sopra illustrate sono naturalmente solo delle proposte atte a valorizzare la Torre Del Balzo, un edificio che, come detto all’inizio, rappresenta una delle costruzioni più importanti del nostro paese dal punto di vista storico-culturale e la cui messa in rilievo,proprio in virtù di tale caratteristica, può produrre degli innegabili vantaggi anche dal punto di vista economico per la comunità (qualora vengano organizzate visite di gruppo periodiche, eventualmente nell’ambito di un itinerario comprensivo dei siti di maggior rilievo nel territorio del comune, basti pensare all’aumento che ciò comporterebbe per il settore della ristorazione e in generale per tutti gli esercizi commerciali del centro cittadino senza contare, nel lungo periodo, all’incentivo che ciò costituirebbe per il settore alberghiero).teleskop_grandangolo

Per esempio se fossero installati degli appositi cannocchiali,
si garantirebbe al monumento il suo naturale scopo di osservatorio con maggiore attrattiva nel pacchetto turistico nostrano!

Questo messaggio quindi, oltre ai suggerimenti sopra riportati, vuole anche offrire uno stimolo, per i nostri concittadini, a riflettere sull’importanza di quello che esiste a Minervino da secoli e di ciò che potrebbe generare per migliorare il futuro della nostra realtà.                      

Infine non va dimenticato che, qualora si rendano necessari i già menzionati lavori di miglioria se non proprio quelli di carattere ristrutturatorio, potrebbe essere troppo tardi già adesso per intervenire in modo adeguato;alcuni anni fa si staccò parte di uno degli elementi decorativi del palazzo Coleti, situato su corso Matteotti poco più a monte del punto in cui sorge la Torre,e cadendo andò a colpire un passante provocandogli fortunatamente danni non gravi:

intendiamo forse aspettare che si ripeta un evento del genere ma con conseguenze peggiori?

 

Cazz e cazzaet

Aula Consiliare del Comune di Minervino Murge, addi 27 novembre 2015

Si è consumato l’ennesimo consiglio comunale farsa, organizzato in fretta e in furia nonostante l’importanza strategica di alcuni punti posti all’ordine del giorno, offerto dall’attuale classe dirigente minervinese.convocazione-cc

E’ bastata la richiesta del Consigliere Brizzi riguardo all’emergenza “toponi” nel Borgo Antico e alla viabilità su Corso de Gasperi/Piazza De Deo per far letteralmente scatenare la maggioranza, che non si è risparmiata in offese e in minacce del tipo NAN SAJ CHE CAZZ DEIN sino a indurre il malcapitato  consigliere ad abbandonare l’Aula, rispondendo “Non ho tempo da perdere con voi”.

Questo è il messaggio recepito da chi ha assistito al Consiglio: da una parte una maggioranza che arranca e ricorre alla seconda convocazione e dall’altra Ulisse; Nessuno, che dopo aver risposto all’appello ed essersi assicurato il gettone di presenza, abbandona l’aula.
Questa è la nostra classe dirigente.

L’assenza di vera opposizione consente alla “maggioranza” di autoreferenziarsi sulle proprie cazzate.

Si, CAZZATE!! Come quella del Cinema messo a disposizione dei cittadini, dei paletti raddrizzati, del percorso pedonale di corso Garibaldi, del trasporto pubblico, del Palazzetto dello Sport, del campo sportivo rifatto coi soldi del cimitero e dulcis in fundo con l’estinzione anticipata del mutuo per la quale occorre spendere qualche parola.

Magnifico Michele Tamburrano, che orgogliosamente propone l’estinzione anticipata di un mutuo per risparmiare in futuro sugli interessi. Mutuo acceso nel 1999 dal compagno di vita e partito Michele Della Croce per correggere gli errori di progettazione del Campo Sportivo, i cui lavori non sono stati mai ultimati. Manca persino la fogna.

Peccato che l’intuito l’abbia portato ad estinguere l’unico debito che non gravava sul bilancio comunale, come lo stesso Magnifico illustra nella delibera.

Sì è vero che della Croce, votato all’indebitamento del Comune, aveva contratto un mutuo di €uro 258.000,00 da restituire in 40 rate semestrali di €uro 19.986,00, ma è altrettanto vero che ottenne un contributo annuo  di €uro 16.596,62 per venti anni per pagare le rate del medesimo mutuo. Totale: €uro  331.932,40 di contributo.

Ricapitolando: Delle Croce si indebita a costo zero per ultimare l’opera (frequentata dagli sportivi minervinesi), Tamburrano rinuncia al finanziamento a costo zero per non ultimare i lavori.
Ovviamente, i consiglieri comunali votano a favore.

Ma le cazzate non erano di Brizzi?

cazzata1
Se n’è accorto anche Lui!

Va be’, abbiamo rinunciato all’ennesimo finanziamento..anzi, superandoci, l’abbiamo restituito.
A natale puoi..fare quello che non puoi fare mai..