La “nostra” grotta nel consiglio comunale

La maggioranza mutua la Corea, ma non quella del Sud, quella del Nord, che fa relegare i giornalisti che vorrebbero condividere immagini di celebrazioni pubbliche.

Assistendo al consiglio comunale abbiamo constatato il Confucianesimo di questa maggioranza, o meglio Tamburranesimo. Sì, perché non si seguono più le norme comportamentali scritte e dettate nelle leggi d’Italia, ma dall’esperienza amministrativa di questa maggioranza (si fa per dire).
Ecco le poche regole rese note tratte dal consiglio comunale:

Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo

“Di solito la maggioranza rifiuta le proposte dell’opposizione

“Io non condivido la delibera di Giunta (cessione della grotta), ma voto contro la mozione perché faccio parte di questa maggioranza”

“Questa delibera è un atto inutile…, per questo voto a favore”

Tamburrano

“Magari potevamo vendere la grotta, ci facevamo un po’ di soldi”

Minervini

“Voi dell’opposizione siete stati votati male dai cittadini”

“La politica funziona così: l’opposizione presenta una mozione e noi per definizione bocciamo. La politica è anche questo.

Barletta

Per tutti questi consiglieri, i 5 Stelle faranno una raccolta fondi per un corso d’aggiornamento a Pyongyang.

Fortunatamente per la maggioranza, nessuno della minoranza ha proposto di regalare la grotta, altrimenti avrebbe votato contro la proposta negando la proprietà alla diocesi.

Ma il nuovo Tamburranesimo va oltre queste regole raccapriccianti: contro la trasparenza amministrativa si preoccupa di minacciare querela a quei pochi presenti che avrebbero potuto registrare gli interventi e le votazioni in consiglio.

A Tamburra’, è obbligatorio verbalizzare tutto il lavoro del consiglio comunale e renderlo pubblico ai cittadini, senza vuoti di nastro. Anzi da un bel po’ di tempo ,contrariamente all’ obbligo previsto dal vostro statuto, non vengono più pubblicati i verbali. Evidentemente siete impegnati in faccende di Stato.

Visto che la presenza del pubblico influenza negativamente a tal punto il comportamento dei consiglieri, auspichiamo nell’immediato futuro che tra le tante riforme in pentola ci sia una per abolire la presenza del pubblico ai consigli e, se Dio ce la manda buona, magari la cancellazione delle minoranze, che fanno perdere tempo per approvare i tanti debiti fuori bilancio, anche se le stesse hanno deciso in quel momento di alzarsi e lasciare il consiglio.

Caro Michele Tamburrano,
siamo stati tutti tanto felici di vedere il tuo ritorno al lavoro, perché, comunque sia, apprezziamo il tuo spirito di abnegazione al servizio del cittadino. Ma per favore, a fine mandato, non lasciare ai posteri questi retaggi comportamentali che peggiorano ulteriormente lo spirito di comunità.
Minervino ha bisogno di altro.

L’onestà andrà di moda!

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