Rino compra un posto in Paradiso

Dopo il regalo di circa due ettari di terreno alla diocesi per la costruzione della nuova chiesa della Trasfigurazione, ecco la ciliegina di questa amministrazione per rientrare nelle grazie della curia.

Senza entrare nei tecnicismi che già hanno offerto e descritto i giovani comunisti, vogliamo ricordare che il recente regalo arriva dopo che il comune ha provveduto alla realizzazione di un bosco sul suolo soprastante la grotta, alla messa in sicurezza della stessa, alla bonifica del territorio adiacente e alla realizzazione di strade comunali per raggiungere il sito con fondi che certamente della chiesa non sono.

Messa in sicurezza da parte del comune
Messa in sicurezza da parte del comune

In questo caso il comune è potuto intervenire con investimenti in qualità di proprietario per la tutela del proprio patrimonio artistico e culturale. Spese comunque connesse alla fruibilità della grotta.

Noi non intendiamo mettere in discussione il buon uso che certamente ne ha fatto, ne fa e ne farà la diocesi, ma vogliamo puntualizzare la politica superficiale di questa amministrazione nella gestione del patrimonio pubblico, per la quale non riscuote i fitti, consente una fruizione gratuita con la quale magari in un prossimo futuro Rino&Co. faranno una nuova ricognizione e prenderanno atto che gli immobili sono pacificamente occupati e pertanto la proprietà non è più del comune.

Non tutte le chiese appartengono alla diocesi: ce ne sono molte di proprietà del comune gestite da quest’ultima.

Rino, ma pensi che per essere proprietari della grotta il sindaco deve celebrare la messa?
No, avresti potuto continuare ad essere proprietario della Grotta, lasciando l’utilizzo ai bravi e competenti sacerdoti.

Non solo l’argomento (che concerne la gestione di proprietà) non è stato discusso come previsto in consiglio comunale dove tutti  i consiglieri avrebbero potuto redarguire i quattro rampanti amministratori RINO SUPERBO, ROCCOTELLI MICHELE, DITOLVE ANGELO, CAROZZA ALESSIA, ma essi hanno adottato impropriamente un atto in assenza di due componenti fondamentali della giunta: Tamburrano, che avrebbe potuto dare una dritta visto il suo trascorso politico da comunista, e soprattutto il solito Scarpa: il mai presente Ponzio Pilato che si lava le mani di fronte ai problemi e temi di grande interesse per la comunità.

Chiediamo quindi di revocare tale atto e di rimettere il tutto alla valutazione del consiglio comunale, se proprio indinspensabile.

P.S. magari dando la possibilità ai cittadini di intervenire.

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